
Di seguito il comunicato di Prendocasa Cosenza dopo la vittoria dell’assegnazione temporanea di palazzo francini occupato per le 3 famiglie del comitato. Inoltre pubblichiamo l’ Ordinanza sindacale dispositiva alloggi ATERP, la polemica facebook del sindaco Occhiuto risentito dalla presa di posizione di prendocasa e la lettera alla città dell’assessore Gentile sull’emergenza abitativa.
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Circa un anno e mezzo fa veniva occupato palazzo Francini dal comitato di lotta per il diritto alla casa Prendocasa. Tre nuclei familiari decidevano di riappropriarsi di un diritto loro negato per lungo tempo, piuttosto che perdersi nelle infinite promesse dei politici locali. Dopo un anno e mezzo di lotta, di tavoli promessi e mai aperti, di sgomberi tentati e respinti dalla tenacia e dalla lotta delle famiglie, la risposta delle istituzioni ancora una volta sembrava essere quella repressiva con l’emanazione di un nuovo decreto di sequestro preventivo e conseguente sgombero dell’immobile. Ancora una volta il principio di legalità era il grimaldello ideologico per negare diritti come quello alla casa, declinato a favore dei palazzinari e di “amci degli amici” piuttosto che dei senza casa. La reazione delle famiglie di Prendocasa è stata subito determinata, con l’occupazione degli uffici dell’Aterp per un intera mattinata, riuscendo ad ottenere per il giorno successivo l’apertura di un tavolo di trattativa con Aterp e Comune.
Nonostante i numerosi tentennamenti del commissario Gagliardi e del Sindaco Occhiuto la determinazione del comitato ha, di fatto, imposto una soluzione positiva.
Con l’ordinanza di requisizione e assegnazione temporanea dei palazzi oggetto di sgombero agli occupanti c.d. “abusivi”, di fatto viene colmato un vuoto nelle politiche relative all’emergenza abitativa che sino ad ora sono state affidate alla discrezionalità di funzionari e amministratori.
L’esperienza dell’occupazione di palazzo Francini, nella zona vecchia di Cosenza, è l’evidenza del fatto che attraverso un reale processo di mobilitazione autorganizzata è possibile fronteggiare e contrapporsi vittoriosamente alle pratiche clientelari -tanto care a larga parte dei politici nostrani- e ai ricatti di palazzinari.
Certo è che a fronte di una certa “stabilità” finalmente raggiunta per tre famiglie del comitato (ma sono cinque in totale le famiglie “stabilizzate” dall’ordinanza), la situazione rimane tutt’altro che rosea. L’emergenza abitativa c’è, avanza ed è ancora ben lontana dall’essere risolta.
Tanti sono i casi di sfratti registrati nella’area urbana negli ultimi tempi anche a causa dell’incalzare di una crisi che erode redditi da lavoro a precari e lavoratori.
Migliaia sono ancora le persone che da anni vivono nel limbo dell’assegnazione di un alloggio popolare a causa del blocco dei bandi e perché, come si legge in una postilla sull’ultima graduatoria del 2010 ”l’Aterp non ha case da assegnare” ma qui mente sapendo di mentire. Palazzo Francini e palazzo Cosentini (occupato da altre 8 famiglie del comitato) fanno parte di un complesso di ben 7 palazzi nel centro storico ristrutturati con oltre 6 milioni e mezzo di euro di fondi specifici per la realizzazione di alloggi ERP non fosse che nel 2008 la giunta Perugini decide di destinare questi palazzi all’unical senza compensare con altri immobili tale perdita per l’atavico bisogno casa. Da sottolineare che solo questi palazzi riuscirebbero a soddisfare il fabbisogno di almeno 50 famiglie tra le centinaia che ancora vivono nell’illusione di poter un giorno avere una casa.. Migliaia i migranti, e non solo, che vivono in tuguri, scantinati o che dormono sotto ponti perché non possono permettersi di pagare l’affitto di una casa o di una stanza. Troppi quelli che ancora credono di poter soddisfare questo bisogno grazie all’intercessione del “politico amico”.
Questa è una straordinaria vittoria del comitato Prendocasa che dimostra come sia possibile, anche a Cosenza, costruire lotte sulla questione abitativa e vincerle! Proprio mentre si scopre appena il calderone maleodorante che si nasconde sotto la gestione dell’Aterp cosentina e del diritto alla casa, le famiglie del comitato dimostrano come l’unica soluzione reale sia la lotta!
Prendocasa – comitato di lotta per la casa cosenza
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Mario Occhiuto: “Il Comitato Prendocasa non ha imposto un bel niente. Il Sindaco ha ritenuto di prendere la decisione più giusta dopo un’attenta valutazione e senza avere alcun tentennamento. Il Comitato Prendocasa così facendo si comporta come e peggio dei presunti “politici locali” di cui parla che si prendono meriti (che non hanno) per favorire gli “amici degli amici”. In questo modo anziché fare gli interessi delle famiglie cosiddette “abusive”, le stesse si strumentalizzano ai propri fini (quelli politici) causando loro enormi danni, proprio come si fa nelle peggiori pratiche clientelari. Mi dispiace.”
Giovanni De Rose: “I nuclei familiari sono cinque e non tre. L’ordinanza propugna un principio di giustizia sociale che non accetta paternita’”.
Prendocasa Cosenza: “ Se il diritto alla casa non accetta paternità bisognerebbe anche avere l’onestà intellettuale di ammettere che senza l’occupazione dell’Aterp da parte del comitato oggi non staremmo parlando di nulla. Il comitato non può strumentalizzare le famiglie perché le famiglie sono il comitato, che non ha portavoce ne struttura verticale ma è il prodotto di assemblee orizzontali in cui chi vive il disagio decide da se cosa fare e come lottare. In questo anno e mezzo le famiglie, piuttosto che affidarsi ai canali “informali”, hanno intrapreso un percorso di lotta che ha imposto il problema della questione abitativa all’agenda politica cosentina. L’unica risposta che la politica incaricata ha dato fino ad ora è stata la promessa di un tavolo tecnico tra comitato e le varie parti (assessore, aterp) che mai abbiamo visto. Diamo atto al sindaco che nelle ore successive all’incontro prendeva in considerazione un atto emergenziale (requisizione e assegnazione dell’immobile) che per noi è la reale e unica soluzione al problema, altro che politica degli affitti in favore dei privati! Anzi, se finalmente si ha intenzione di affermare concretamente questo principio questo atto non può che essere l’inizio a fronte dell’endemica emergenza abitativa di questa città. Ribadiamo che la politica che noi facciamo è ben diversa da quella dei palazzi, visto che per noi è un’opera collettiva, fatta dalla partecipazione popolare e dal basso. Oltre l’immensa e impagabile soddisfazione di vedere famiglie che piuttosto che prostrarsi a chiedere favori si organizzano e lottano per un loro diritto c’abbiamo guadagnato solo minacce e denunce. Chi usa il clientelismo come forma di costruzione del proprio consenso e di negazione sistematica dei diritti va cercato nei potentati cittadini, provinciali e regionali che da anni banchettano sulla testa della gente, producendo le mille emergenze che oggi ci assillano, colonizzando le istituzioni”.