Un altro sfratto, un altro rinvio. La casa è un diritto

23 01 2013

ANTI-SFRATTO1

Oggi pomeriggio alle 14.00 era prevista a portapiana un ennesima ordinanza di sfratto. Una delle tante che in città vede protagoniste decine di famiglie. Sotto sfratto a questo giro è Armando e la sua famiglia, che come tanti fanno lavori umili e a nero per cercare di garantire un’esistenza dignitosa a se stessi ed ai loro tre figli. Armando da tempo non può pagare l’affitto perché alla precarietà esistenziale si sono affiancati dei problemi di salute per la moglie, che lo hanno costretto a riversarsi in una situazione di disagio enorme. Un caso questo che si affianca ad una situazione sempre più esasperata in città, alla quale la politica non può o non vuole far fronte. Ma oggi ad aspettare l’arrivo del teatrino degli sfrattanti, c’è stata la determinazione di armando e la sua famiglia che insieme a prendocasa, non hanno permesso che si potesse compiere l’atto, imponendo una nuova proroga per l’esecuzione dello sfratto. Una determinazione che chiede spiegazioni alla politica e alle istituzioni, che rivendica che sia garantito il diritto alla casa a quanti negli ultimi mesi non riescono più a sostenere i costi della crisi.
La casa, lo andiamo dicendo da tempo, da sempre rappresenta un terreno di speculazione di certa politica che per anni ha utilizzato l’emergenza abitativa come bacino di voti e come facile strumento per favorire gli “amici” palazzinari. A Cosenza, nell’ultimo anno, sono stati notificati oltre 800 sfratti ed altri purtroppo ne seguiranno, come tante sono le persone che aspettano una casa popolare da anni.. Un paradosso! Cosenza è la seconda città più cementificata d’Italia!
Ci chiediamo se ancora ci sia bisogno di provare che l’emergenza abitativa esiste veramente, ci chiediamo come mai da anni manca una politica abitativa seria in città che parli di requisizione e recupero dell’esistente e non solo di utilizzare il problema come volano per i signori del cemento. Stamattina Armando e la sua famiglia insieme a Prendocasa ha deciso di resistere allo sfratto,ottenendo una nuova proroga, consapevole che la partita è ancora aperta, ma convinto insieme a tanti altri precari e migranti che non è che l’inizio di una lunga lotta.

Cosenza, 22 gennaio 2013

Prendocasa – comitato di lotta per la casa cosenza





NE SFRATTI NE SGOMBERI! LA CASA E’ UN DIRITTO!

16 01 2013

casacasaappartamenti Questa mattina nel quartiere rivocati c’è stato l’ennesimo atto di una telenovela che in questa città vede protagoniste decine di famiglie. La telenovela sono gli sfratti ed oggi ad essere sotto sfratto è stata la famiglia di Kaleed, una famiglia marocchina che da anni vive in questa città, e che tutti conosciamo in questo quartiere. Come tanti fanno lavori umili e a nero per cercare di garantire un’esistenza dignitosa a se stessi ed ai loro tre figli. Ma la crisi lo sappiamo bene, restringe sempre più le possibilità di costruirsi un futuro e di potersi garantire un livello esistenziale accettabile. Gli sfratti sono il sintomo più evidente di quanto la situazione stia diventando pesante per precari, disoccupati, migranti, operai e studenti. Kaleed e la sua famiglia però oggi si sono determinati a resistere allo sfratto consapevoli del fatto che non vogliono pagare i costi di una crisi che non hanno creato e consapevoli sempre più che la casa è un diritto anche per loro. Stamane durante il picchetto si è riscontrata nonostante la pioggia battente una grande solidarietà intorno a kaleed e la sua famiglia, una solidarietà data dalla consapevolezza dei cosentini del disagio che si vive sul bisogno casa. La casa da sempre rappresenta un terreno di speculazione di certa politica che per anni ha utilizzato l’emergenza abitativa come bacino di voti e come facile strumento per favorire gli “amici” palazzinari. A Cosenza, nell’ultimo anno, sono stati notificati oltre 800 sfratti ed altri purtroppo ne seguiranno, come tante sono le persone che aspettano una casa popolare da anni. L’ultimo bando per le case popolari, risalente al 2005, registrava oltre 1500 famiglie aventi diritto, ma nessuna di queste ha avuto assegnata la casa. A questo si affiancano circa 700 famiglie in emergenza abitativa ed altre 5/600 sono nelle graduatorie per il contributo fitto casa. La cifra di quanti vivono in situazione di disagio abitativo, per una città che conta meno di 70.000 abitanti, è considerevole visto che investe almeno il 20% della cittadinanza. Ed in questo quadro, per Comune e Aterp, l’esigenza primaria è fare cassa assegnando 14 alloggi, a canone agevolato, a famiglie sfrattate per contratti a termine. Mentre le 3500 famiglie, mediamente 14.000 persone, il 20% della città rappresentano solo un dato statistico a cui non si può dare una risposta perchè NON ci sono case da assegnare. Un paradosso! Cosenza è la seconda città più cementificata d’Italia! Nei giorni scorsi è stato emanato un ulteriore bando che ha il SOLO scopo di rifare le graduatorie e permettere al comune di avere una fotografia chiara della situazione. Ci chiediamo se ancora ci sia bisogno di provare che l’emergenza abitativa esiste veramente, ci chiediamo come mai da anni manca una politica abitativa seria in città che parli di requisizione e recupero dell’esistente e non solo di utilizzare il problema come volano per i signori del cemento. Stamattina Kaleed e la sua famiglia insieme a Prendocasa e tanti solidali ha deciso di resistere allo sfratto,ottenendo una nuova proroga, consapevole che la partita è ancora aperta, ma convinto insieme a tanti altri precari e migranti che non è che l’inizio di una lunga lotta e rilanciando con un altro appuntamento per giorno 22 gennaio sostenendo attivamente una famiglia di porta piana sotto sfratto.

LA CASA E’ UN DIRITTO! E NOI CE LO RIPRENDIAMO!

Cosenza, 15 gennaio 2013

PRENDOCASA – comitato di lotta per la casa cosenza





BASTA SPECULAZIONI DI BANCHE E PALAZZINARI SUI BISOGNI DELLA GENTE!

10 12 2012

casacasacasa

Il comitato di lotta per la casa Prendocasa oggi riprende simbolicamente palazzo Morelli, già occupato e sgomberato nel 2010. Siamo qua per ribadire che il patrimonio pubblico non si svende e non ci si deve speculare come invece sta facendo la BNP Paribas da diversi anni, sottraendo alla gente beni che potrebbe essere utilizzati per scopi abitativi e risolvere carenze ed emergenze che attraversano la nostra città. La BNP ne rivendica la proprietà omettendo il fatto che dal 2005, e fino al 2017, “possiede” questo palazzo solo in gestione. Palazzo Morelli infatti, fa parte del fondo comune di investimento Patrimonio Uno suddiviso in quote virtuali (il maggiore azionista è lo Stato) che ogni anno distribuisce proventi a ciascuna quota attraverso giochi in borsa senza l’obiettivo reale di venderlo, alimentando la bolla finanziaria che ha determinato questa crisi e il mercato immobiliare virtuale a danno di quello reale. A fine mandato la BNP avrà tratto enormi profitti senza aver sborsato neanche 1 centesimo, tenendo bloccato un bene pubblico che per ben altre esigenze reali avrebbe potuto essere destinato.
Come Comitato chiediamo alla BNP di restituire il palazzo alla gente che da anni vive in condizioni di estrema precarietà abitativa e chiediamo agli Enti di requisire tutti gli immobili pubblici vuoti e destinarli agli aventi diritto.
E’ da anni che l’Aterp dichiara di non avere case da assegnare e che il comune sopperisce a questa carenza con l’affitto di palazzi da privati sperperando denaro pubblico che potrebbe essere utilizzato per una risoluzione stabile del problema. Ma la soluzione è sotto i nostri occhi. Solo palazzo Morelli, opportunamente suddiviso, potrebbe soddisfare il bisogno di 50/60 famiglie senza considerare, per ora, l’enorme patrimonio pubblico che è passato ai comuni ed alle regioni su cui pende già l’intenzione di dismetterlo e cartolarizzarlo per fare cassa. Ma noi rivendichiamo la messa a valore del patrimonio pubblico attraverso un processo di valorizzazione sociale dei beni comuni contro quella monetaria professata dal governo delle banche.

NO ALLA SPECULAZIONE SUI BISOGNI DELLA GENTE,
BASTA REGALI A BANCHE E PALAZZINARI,
REQUISITE LE CASE VUOTE!

LA CASA E’ UN DIRITTO!

Prendocasa cosenza, 8 dicembre 2012





CASA DOLCE CASA

5 12 2012

casa

Di seguito il comunicato di Prendocasa Cosenza dopo la vittoria dell’assegnazione temporanea di palazzo francini occupato per le 3 famiglie del comitato. Inoltre pubblichiamo l’ Ordinanza sindacale dispositiva alloggi ATERP, la polemica facebook del sindaco Occhiuto risentito dalla presa di posizione di prendocasa e la lettera alla città dell’assessore Gentile sull’emergenza abitativa.

…………

Circa un anno e mezzo fa veniva occupato palazzo Francini dal comitato di lotta per il diritto alla casa Prendocasa. Tre nuclei familiari decidevano di riappropriarsi di un diritto loro negato per lungo tempo, piuttosto che perdersi nelle infinite promesse dei politici locali. Dopo un anno e mezzo di lotta, di tavoli promessi e mai aperti, di sgomberi tentati e respinti dalla tenacia e dalla lotta delle famiglie, la risposta delle istituzioni ancora una volta sembrava essere quella repressiva con l’emanazione di un nuovo decreto di sequestro preventivo e conseguente sgombero dell’immobile. Ancora una volta il principio di legalità era il grimaldello ideologico per negare diritti come quello alla casa, declinato a favore dei palazzinari e di “amci degli amici” piuttosto che dei senza casa. La reazione delle famiglie di Prendocasa è stata subito determinata, con l’occupazione degli uffici dell’Aterp per un intera mattinata, riuscendo ad ottenere per il giorno successivo l’apertura di un tavolo di trattativa con Aterp e Comune.
Nonostante i numerosi tentennamenti del commissario Gagliardi e del Sindaco Occhiuto la determinazione del comitato ha, di fatto, imposto una soluzione positiva.
Con l’ordinanza di requisizione e assegnazione temporanea dei palazzi oggetto di sgombero agli occupanti c.d. “abusivi”, di fatto viene colmato un vuoto nelle politiche relative all’emergenza abitativa che sino ad ora sono state affidate alla discrezionalità di funzionari e amministratori.
L’esperienza dell’occupazione di palazzo Francini, nella zona vecchia di Cosenza, è l’evidenza del fatto che attraverso un reale processo di mobilitazione autorganizzata è possibile fronteggiare e contrapporsi vittoriosamente alle pratiche clientelari -tanto care a larga parte dei politici nostrani- e ai ricatti di palazzinari.
Certo è che a fronte di una certa “stabilità” finalmente raggiunta per tre famiglie del comitato (ma sono cinque in totale le famiglie “stabilizzate” dall’ordinanza), la situazione rimane tutt’altro che rosea. L’emergenza abitativa c’è, avanza ed è ancora ben lontana dall’essere risolta.
Tanti sono i casi di sfratti registrati nella’area urbana negli ultimi tempi anche a causa dell’incalzare di una crisi che erode redditi da lavoro a precari e lavoratori.
Migliaia sono ancora le persone che da anni vivono nel limbo dell’assegnazione di un alloggio popolare a causa del blocco dei bandi e perché, come si legge in una postilla sull’ultima graduatoria del 2010 ”l’Aterp non ha case da assegnare” ma qui mente sapendo di mentire. Palazzo Francini e palazzo Cosentini (occupato da altre 8 famiglie del comitato) fanno parte di un complesso di ben 7 palazzi nel centro storico ristrutturati con oltre 6 milioni e mezzo di euro di fondi specifici per la realizzazione di alloggi ERP non fosse che nel 2008 la giunta Perugini decide di destinare questi palazzi all’unical senza compensare con altri immobili tale perdita per l’atavico bisogno casa. Da sottolineare che solo questi palazzi riuscirebbero a soddisfare il fabbisogno di almeno 50 famiglie tra le centinaia che ancora vivono nell’illusione di poter un giorno avere una casa.. Migliaia i migranti, e non solo, che vivono in tuguri, scantinati o che dormono sotto ponti perché non possono permettersi di pagare l’affitto di una casa o di una stanza. Troppi quelli che ancora credono di poter soddisfare questo bisogno grazie all’intercessione del “politico amico”.
Questa è una straordinaria vittoria del comitato Prendocasa che dimostra come sia possibile, anche a Cosenza, costruire lotte sulla questione abitativa e vincerle! Proprio mentre si scopre appena il calderone maleodorante che si nasconde sotto la gestione dell’Aterp cosentina e del diritto alla casa, le famiglie del comitato dimostrano come l’unica soluzione reale sia la lotta!

Prendocasa – comitato di lotta per la casa cosenza

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Mario Occhiuto: “Il Comitato Prendocasa non ha imposto un bel niente. Il Sindaco ha ritenuto di prendere la decisione più giusta dopo un’attenta valutazione e senza avere alcun tentennamento. Il Comitato Prendocasa così facendo si comporta come e peggio dei presunti “politici locali” di cui parla che si prendono meriti (che non hanno) per favorire gli “amici degli amici”. In questo modo anziché fare gli interessi delle famiglie cosiddette “abusive”, le stesse si strumentalizzano ai propri fini (quelli politici) causando loro enormi danni, proprio come si fa nelle peggiori pratiche clientelari. Mi dispiace.”
Giovanni De Rose: “I nuclei familiari sono cinque e non tre. L’ordinanza propugna un principio di giustizia sociale che non accetta paternita’”.

Prendocasa Cosenza: “ Se il diritto alla casa non accetta paternità bisognerebbe anche avere l’onestà intellettuale di ammettere che senza l’occupazione dell’Aterp da parte del comitato oggi non staremmo parlando di nulla. Il comitato non può strumentalizzare le famiglie perché le famiglie sono il comitato, che non ha portavoce ne struttura verticale ma è il prodotto di assemblee orizzontali in cui chi vive il disagio decide da se cosa fare e come lottare. In questo anno e mezzo le famiglie, piuttosto che affidarsi ai canali “informali”, hanno intrapreso un percorso di lotta che ha imposto il problema della questione abitativa all’agenda politica cosentina. L’unica risposta che la politica incaricata ha dato fino ad ora è stata la promessa di un tavolo tecnico tra comitato e le varie parti (assessore, aterp) che mai abbiamo visto.  Diamo atto al sindaco che nelle ore successive all’incontro prendeva in considerazione un atto emergenziale (requisizione e assegnazione dell’immobile) che per noi è la reale e unica soluzione al problema, altro che politica degli affitti in favore dei privati! Anzi, se finalmente si ha intenzione di affermare concretamente questo principio questo atto non può che essere l’inizio a fronte dell’endemica emergenza abitativa di questa città. Ribadiamo che la politica che noi facciamo è ben diversa da quella dei palazzi, visto che per noi è un’opera collettiva, fatta dalla partecipazione popolare e dal basso. Oltre l’immensa e impagabile soddisfazione di vedere famiglie che piuttosto che prostrarsi a chiedere favori si organizzano e lottano per un loro diritto c’abbiamo guadagnato solo minacce e denunce. Chi usa il clientelismo come forma di costruzione del proprio consenso e di negazione sistematica dei diritti va cercato nei potentati cittadini, provinciali e regionali che da anni banchettano sulla testa della gente, producendo le mille emergenze che oggi ci assillano, colonizzando le istituzioni”.





OCCUPARE UNA CASA E’ LEGALE

27 11 2012

Occupare una casa è legale? Se si risponde col codice penale alla mano la risposta è no. Se invece si considera l’enorme portata dell’emergenza abitativa a Cosenza, lo stato dell’arte delle misure istituzionali atte a risolverla e la “gestione parallela, privatistica e clientelare” dell’Aterp, allora bisogna ribaltare l’ordine del discorso e chiedersi piuttosto se occupare una casa sia legittimo.. Vedere case vuote, sperpero di denaro, graduatorie bloccate e continuare a dormire per strada, ha dato la forza a decine di donne e uomini di costituire il comitato Prendocasa,-dopo che per anni sono stati illusi dalle false promesse di funzionari e politici forti con i deboli e compiacenti con i forti- stanchi di essere rimandati alla tornata elettorale successiva, per non subire più il ricatto politico-istituzionale basato sul sistema clientelare. Sistema che coinvolge una fetta molto più ampia di potere di quella che è stata tirata fuori dall’inchiesta sull’Aterp e che va molto al di là del cortile recintato abusivamente. La montagna che partorisce il topolino. Ma la politica? Dormiva? Non vedeva? O dirigeva l’orchestra?
Possono i signori inquirenti di questa città riconoscere che nella gestione del bisogno casa a Cosenza non è prevalsa la legalità di un bando pubblico e di una assegnazione regolare? O che turn over, decadenze e decessi non sono mai stati rispettati? Invece no. La Procura si accanisce sui pochi coraggiosi che hanno osato sfidare il sistema clientelare che vige da almeno 30 anni in questa città riappropriandosi del diritto alla casa che, altrimenti, sarebbe stato archiviato come emergenza abitativa. Al massimo sarebbero diventati dati statistici.
Nei comunicati e nei documenti prodotti dal comitato emergono, e vengono denunciati pubblicamente e chiaramente gli abusi e l’immobilismo di Regione, Comune e Aterp nella gestione dei beni e dei fondi destinati all’edilizia residenziale pubblica. Un esempio su tutti è il cambio di destinazione d’uso, con atto n°……e sottoscritto da Regione Comune e Aterp, di ben 7 palazzi ristrutturati con fondi per le case popolari e destinati successivamente con protocollo d’intesa n° …..all’unical trasformandoli in residenze universitarie. Da anni 4 dei 7 palazzi (ma solo Palazzo Francini e Palazzo Cosentini sono occupazioni Prendocasa) sono occupati dai legittimi destinatari: famiglie che da anni aspettavano un bando o una assegnazione. Palazzo Francini è stato già oggetto di uno strano tentativo di sgombero a maggio del 2011, strano quantomeno per la tempistica visto che venne tentato il giorno precedente la chiusura della campagna elettorale per le amministrative. A seguito dell’identificazione i nuclei occupanti vengono condannati per occupazione abusiva di immobile, viene opposto ricorso e si apre un procedimento penale a loro carico. A gennaio il comune rilascia ai tre nuclei familiari la residenza e la procura apre a loro carico un altro procedimento per occupazione abusiva e ad aprile viene notificata la chiusura delle indagini. Dopo sette mesi il palazzo viene posto sotto sequestro preventivo con un decreto della procura, che ne affida la custodia al commissario dell’Aterp Tony Gagliardi. Qual è l’obiettivo di questo atto? Quali gli interessi e da parte di chi?
L’ennesimo atto repressivo contro famiglie che si sono riappropriate di un diritto occupando un palazzo lasciato all’incuria che sarebbe rimasto vuoto per anni. Tre famiglie che vivono quotidianamente gli effetti di una crisi economica sempre più dura e pressante per le fasce deboli.
Questo ennesimo atto non ci impaurisce anzi, ci da ulteriore forza per rilanciare la richiesta di un tavolo interistituzionale ed affrontare la questione occupazioni ed emergenza abitativa non in chiave penale ma di legittimità. Chiediamo una sanatoria per gli occupanti che hanno tutti i requisiti per avere un alloggio popolare, il ripristino della destinazione d’uso dei 7 palazzi indebitamente assegnati all’unical ed, infine, chiediamo di affrontare realmente le emergenze in essere e quelle che, giorno dopo giorno, scoppiano a causa della crisi che investe fasce sempre più ampie di popolazione e che si materializza proprio con provvedimenti di sfratto, data l’impossibilità di pagare gli affitti. Prendocasa continuerà la lotta per la casa fino a che non sarà garantito un tetto per tutti.





CASA PER TUTTI SFRATTI PER NESSUNO

12 06 2012

Questa mattina l’ufficiale giudiziario si è presentato a casa di una famiglia marocchina di Cosenza, per sfrattarli. Ad aspettarli insieme alla famiglia il comitato di lotta per la casa Prendocasa.
L’ufficiale giudiziario non ha potuto fare altro che slittare la data dell’esecuzione ad ottobre prossimo.
Una situazione quella degli sfratti sempre più grande ed in espansione in città, gli effetti della crisi si sentono e le famiglie non riescono più a sostenere gli affitti. Gli enti non riescono attualmente a far fronte alla richiesta imponente di alloggi, questione questa determinata da anni di speculazione sul disagio abitativo e dalla svendita del patrimonio immobiliare pubblico.

Blocco degli sfratti immediato, la casa è un diritto.





LA LOTTA NON SI ARRESTA. LIBERI TUTTI LIBERI SUBITO

10 03 2012

Ieri mentre le strade di Roma sono state invase da 50.000 tute blu di FIOM e USB che hanno manifestato insieme contro le politiche di smantellamento delle garanzie e dei diritti sul lavoro, contro la filosofiat di Marchionne di annientamento dei diritti sindacali, fianco a fianco con i comitati valsusini in difesa del proprio territorio devastato e militarizzato per il controllo dei cantieri dell’alta velocità, i precari e senza casa organizzati nei BPM e nel coordinamento romano di lotta per la casa hanno tentato di occupare la sede del CIPE, il comitato interministeriale per la programmazione economica.
La protesta aveva come obiettivo quello di rivendicare politiche di sostegno sociale come il diritto ad una casa, ad un reddito ed un lavoro garantiti, contro gli sperperi governativi di finanziamento della TAV.
Infatti proprio nella giornata in cui presso il CIPE sarebbero stati stanziati circa 20 milioni di euro su pressione del leghista Cota come compensazione per i “danni” causati dalle ultime proteste di NOTAV, i precari romani hanno inscenato una pacifica occupazione della sede.
Protesta repressa violentemente della polizia con pestaggi a freddo dei precari che hanno portato all’identificazione e all’arresto di 5 compagni. Nella mattinata era stata sgomberata un’ occupazione a via baglione. Nel pomeriggio poi l’ennesimo atto repressivo, con l’intenzione di sgombero dell’occupazione di via Casal Boccone, che però ha visto protagonista la resistenza degli occupanti e dei compagni accorsi.
La giornata di roma mette in evidenza sicuramente il volto repressivo e reazionario della giunta Alemanno, nonchè la vera faccia del governo Monti, un governo che reprime qualsiasi forma di dissenso, qualsiasi azione che miri a mettere in discussione le politiche di austerità che stanno propinando all’intero paese. Dalla val susa a roma la linea è uguale delegittimare e criminalizzare i movimenti sociali.
La lotta popolare in val susa e la resistenza espressa a casal boccone, sono la risposta che il governo dovrà attendersi in ogni suo tentativo di criminalizzazione e repressione delle lotte sociali.
Come comitato cosentino di lotta per la casa esprimiamo la nostra solidarietà ai compagni arrestati.
Nessun arresto nessun manganello e nessuno sgombero mineranno la caparbietà e l’abnegazione dei comitati romani nella lotta di riscatto sociale che tenacemente da anni stanno conducendo.
Dalla val susa, agli operai e precari in lotta, da chi difende il proprio posto di lavoro a chi rivendica reddito, casa e cittadinanza A SARA DURA.
oggi presidio a cosenza p.zza XI settembre ore 18.00 in sostegno alla lotta valsusina e in solidarietà ai compagni romani arrestati
organizzato dalle rete difesa del territorio

prendocasa – comitato di lotta per la casa
cpoa rialzo – cosenza








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